Barattolo delle Emoji: Un check-in come Famiglia
Vuoi sapere come stanno i tuoi TCK ma non sai come iniziare la conversazione? Prova questo metodo semplice...


Barattolo delle Emoji
Questa attività è un modo semplice per scambiarsi due chiacchiere in famiglia. Una volta alla settimana, durante i pasti o in un momento che avete riservato per stare insieme, parlare e pregare in famiglia, utilizzate il vostro barattolo delle emoji per scambiarvi due chiacchiere.
Basta stampare i fogli con le emoji e ritagliare ogni singola emoji. Mettete le emoji in un barattolo, una ciotola o un cestino.
Durante il vostro momento in famiglia, estraete dal barattolo un'emoji per ogni bambino e mostratela al primo.
Chiedete loro di raccontare un momento della giornata/settimana in cui hanno provato quell'emozione.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di interpretare l'emozione rappresentata da ciascuna emoji. L'importante è che abbiano la possibilità di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni.
Disegnate a turno le emoji, dando spazio a ogni bambino e agli adulti per raccontare quando hanno provato una determinata emozione durante la settimana.
Si tratta di un'attività semplice per imparare a riconoscere le emozioni e per dare spazio agli altri affinché possano condividere ciò che provano.
Concludete il vostro momento in famiglia pregando gli uni per gli altri.
Perché è così importante creare l'abitudine di fare un check-in giornaliero, o settimanale per sapere cosa ognuno sta portando nel suo cuore? Perché è importante riconoscere le proprie emozioni ed aiutare i nostri figli a fare lo stesso? Le esperienze infantili avverse (ACE) sono più elevate tra i bambini di terza cultura (TCK), principalmente a causa dello stress cronico causato dall'elevata mobilità. Alcune delle difficoltà non sono così evidenti quando il bambino sta crescendo e vive ancora in questa esperienza di terza cultura. è importante, però, rendersi conto che i TCK vivono sfide e difficoltà uniche. Quando gli adulti mantengono l'idea che le sfide dei TCK appartengono al futuro, non sono preparati ad aiutare i loro figli ad affrontare bene le sfide nascoste che si presentano già da una giovane età. Ciò di cui i genitori potrebbero non rendersi conto è che i bambini non hanno un linguaggio sofisticato per esprimere i sentimenti paradossali della loro esperienza. Per i TCK è disorientante sentirsi entusiasti all'idea di andare a trovare nonni e cugini e allo stesso tempo provare una grande tristezza nel lasciare un luogo e degli amici che amano.
Questi check-in creano uno spazio dove il tuo TCK si sente al sicuro nel comprendere ed esprimere le sue emozioni. Un momento quando si sente ascoltato. Molti TCK provano difficoltà ad esprimere ciò che stanno vivendo per il semplice fatto che non trovano un luogo sicuro per poterlo fare. Persone locali pensano che la loro vita sia un continuo avventura; parenti soffrono la loro mancanza ed il TCK non vuole aggiungere a questo peso; amici locali o nella nazione del passaporto non comprendono le sfide che stanno affrontando; genitori sono spesso carichi di tanti impegni, pesi e preoccupazioni per conto loro, ed il TCK non trova un luogo dove si sente libero di parlare del bene e del male. Quando invece si crea l'abitudine come famiglia di chiedere cosa hai vissuto questa settimana tu? Cosa è andato bene? Male? Cosa ti preoccupa? Raccontaci una storia...un emozione. Ed ognuno racconta per poi pregare insieme. Quella emozione non sembra più così grande e spaventoso, e il tuo TCK non si sente più così solo. E quando lo si fa ogni settimana, allora non c'è un accumulo di situazioni e pesi che rende difficile elaborare ciò che prova.
Perché le emoji?! Le emoji possono essere uno strumento che facilita il racconto a bambini più piccoli. Facilita il loro iniziare a riconoscere emozioni diversi e poter esprimere più di una o due emozioni, raccontando storie ed esperienze vissute. Le emoji possono essere disarmanti per ragazzini un pò più grandi che magari se chiedi semplicemente, "Come stai?" non ti sanno raccontare cosa provano, o si sentono intimiditi nel dover raccontare ciò che hanno dentro. L'uso random di un emoji per raccontare storie della settimana può aiutare a mettere il tuo TCK ragazzino in libertà perché la domanda è collegato ad un emoji e non ad una situazione specifica.
Inizia presto! Non aspettare che il tuo TCK è adolescente per provare a parlare delle loro emozioni. Sarà difficile costruire un abitudine nuovo quando c'è resistenza nel parlare di cosa hanno dentro il cuore e la testa. Se crei uno spazio già da quando sono piccoli questo facilità il conversare in maniera naturale riguardo le emozioni e situazioni che ognuno sta vivendo durante un qualsiasi stagione.
Ascolta senza giudizio. Ascolta. Non giudicare. Non Minimizzare ciò che sentono o raccontano. Ascolta soltanto. Offri parole di affermazione, "Sembra come sei stato molto preoccupato per l'esame questa settimana!", "Hai avuto paura quando siamo andati al mercato l'altro ieri." Non provare ad offrire soluzioni in questo momento. Solo ascolto. Se vuoi fare qualche domanda questo è anche opportuno: "Cosa pensi che potrebbe aiutarti a sentirti più al sicuro se andiamo al mercato di nuovo?" La cosa importante di questi momenti non è di risolvere ogni difficoltà, ma invece di creare uno spazio sicuro per le emozioni di ognuno, e di far sentire ascoltati.
Pregate insieme. Vivete la preghiera insieme come famiglia. Possiamo portare ogni emozione a Gesù. Non esiste una emozione troppo grande o brutto per Gesù. Portiamo tutto a Lui e chiediamo a Lui di aiutarci. Lui ci ama, e ha cura di noi. Ci chiede di dare a lui i nostri pesi. Salmo 55:22 dice, "Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà"




